Penelope

Una riscrittura concettuale del mito omerico attraverso una Penelope moderna che vive di profonde contraddizioni: libera eppure imprigionata nel proprio erotismo. Una metamorfosi che trasforma la prigionia materiale di una seconda pelle di lattice liquido in un puro atto di liberazione, restituendo alla donna il ruolo di protagonista assoluta. Ogni scatto si fa narrazione a sé — come parola di una sceneggiatura indipendente — la cui lettura d’insieme descrive la forte fragilità dell’eros.

Presentazione

Esegesi della libertà
Testo di Maria Letizia Tega

Mi era finalmente concesso di comprendere il mito di Penelope, di cui non ero certo la sola vittima: non annientiamo tutti, di notte, il personaggio che componiamo durante il giorno, e viceversa? La moglie di Ulisse stava al gioco dei Proci e tesseva la tela per tornare a essere, col favore delle tenebre, l’eroina altera della negazione. La luce favoriva la commedia stanca della cortesia, le tenebre lasciavano all’essere umano solo la sua rabbia distruttrice.
Amélie Nothomb

Nelle fotografie di Luca Maria Castelli è ritratta una Penelope contemporanea che, oggi come allora, vive di contraddizioni. Le fotografie in mostra sono una mise-en-scène precisa dei numerosi legami tra la sofferenza e la tensione sessuale.

Una modella non convenzionale, ripiegata su se stessa, è vittima eppure protagonista, di un esperimento volto a indagare le perversioni dell’animo umano. La ragazza subisce una pratica non a tutti riconoscibile: viene ricoperta di lattice liquido, che solidifica a contatto con l’aria. Inizialmente prigioniera, la donna vive una metamorfosi che culmina con la sua liberazione.

Castelli dimostra quanto l’erotismo affondi le sue radici nella semplicità e non risieda necessariamente nella volgarità o nell’esibizione del nudo: di Penelope vediamo soltanto pochi centimetri di pelle, tuttavia non riusciamo a staccarle gli occhi di dosso.

L’indagine di Castelli è fulminea: gli scatti sono come fotogrammi di un film, non vi è tempo per fare prove o per ricominciare daccapo, quella che vediamo è una cronaca diretta della trasformazione della ragazza, come se avvenisse davanti a noi. L’immediatezza è l’elemento distintivo di un fotografo che dimostra la sua completezza e la sua esperienza, grazie agli anni in cui ha lavorato all’estero e con la fotografia di moda, in un’epoca in cui ricorrere alla postproduzione non era neppure contemplato.

Nelle immagini di Luca non c’è postproduzione, questo le rende testimoni sincere di un istante che non abbiamo potuto vivere, di cui soltanto lui è spettatore directo. Noi lo vediamo attraverso il suo obiettivo. Un progetto in cui rivela la sua personalità, arrivato dopo anni di attesa e riflessione.

La donna che rappresenta Castelli è libera, eppure imprigionata nel suo erotismo: è questa la tela che è nel contempo una salvezza e una condanna, per lei. E se nel poema Omerico Penelope esisteva soltanto in funzione di un uomo, qui è protagonista assoluta del suo racconto.

Maria Letizia Tega

Share this gallery
Series
Works
Social Network
Seguimi sui Social Media

© 2026 Luca Maria Castelli. All rights reserved.

NO IMAGES MAY BE COPIED OR DOWNLOADED WITHOUT THE EXPRESS WRITTEN PERMISSION OF THE AUTHOR

È VIETATO COPIARE O SCARICARE IMMAGINI SENZA ESPRESSO CONSENSO SCRITTO DELL'AUTORE